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Golden Goose Donna Sconti

Si capisce subito che le due discipline hanno avuto da sempre a che fare l’una con l’altra. Il precedente classico è il surrealismo etnografico e i miei maggiori riferimenti sono state figure ibride come M. Leiris di cui tanto hanno parlato quelli che considero i miei maestri: James Clifford, George Marcus, Renato Rosaldo e Mary Louise Pratt.

The Sun (2017)SAVING the planet does not need to cost the earth. The Sun (2016)It fires a powerful pulse down into the earth’s atmosphere and measures the light that is reflected back. Times, Sunday Times (2017)The blue is the neutral wire, the green and yellow striped is the earth wire and the brown is the live wire.

II libertino, seduto apparentemente spaparanzato ma è frastornato a destra d’un grosso tavolo ha il suo spadino malamente infilato e, ai piedi, il bastone e la lanterna di una guardia notturna, segno che molto probabilmente abbia appena partecipato a una baruffa fuori del locale; due donne di facili costumi gli stanno rubando il prezioso orologio, che segna le 3 (certamente di notte); dietro di loro, una figura di negra; al centro, un’altra prostituta getta schizzi di un superalcolico (si tratta di gin) sul viso di una compagna (da documentazioni certe si ricava che l’artista abbia effettivamente assistito ad una simile scena in compagnia di F. Hayman); fra le due prostitute appare una coppia in teneri atteggiamenti; in fondo, una donna con intenzioni devastatrici sta dando fuoco ad una grossa carta geografica incorniciata, marcata “Totus Mundus”; sull’uscio due musicisti, un trombettiere ed un arpista, con il compito di intrattenere i convitati. Andando verso sinistra, una cantante da strada, in stato interessante, canta “Black loke”, una ballata sconcia e volgare; insieme a lei, il cameriere del locale, conosciuto come Leather Goal (un soprannome che tradotto significa “giacca di cuoio”), famoso per la forza delle sue costole, che spesso sottoponeva a dura prova facendoci passare sopra le ruote di una carrozza; questi reca il piatto di peltro, con la citata scritta [“John Bonvine at the Rose Tavern Drury Lane”], e una grossa candela (l’uno e l’altra riguardano la donna in primo piano, sulla sinistra, in atto di spogliarsi, come indicano le cronache del tempo che ballava nuda, al lume di candela, su un grande piatto posto sopra tavola).

Dal 23 dicembre su Netflix, questo strambo “Natale in casa Wachowski” rimette in ballo affanni e gioie degli otto senzienti televisivi che stanno tanto a cuore alle autrici della trilogia di Matrix.Chi ha considerato la prima stagione un affascinante girare a vuoto in vista del finalissimo oppure un modo un filino lungo di presentare i personaggi, nelle nuove due ore avrà di che ricredersi: brand natalizio a parte, gli otto protagonisti della serie, connessi l’uno all’altro benché divisi da migliaia di chilometri, sono ormai entrati nel vivo della lotta che li oppone a Whispers, la figura che, pur avendo la loro stessa capacità di sentire, vuole fermarli.Molte sono le scene epocali impresse nel nostro immaginario e legate al nome di Larry e Andy Wachowski, oggi Lana e Lilly, autori di Matrix (1999), una delle opere chiave di fine millennio. Ma se le prime a venire in mente riguardano la scelta tra la pillola rossa e la pillola blu oppure Neo/Keanu Reeves che ferma i proiettili alzando una mano, guardando retrospettivamente il momento di svolta del loro cinema è rappresentato da una delle loro sequenze meno amate. Verso l’inizio di Matrix Reloaded uno dei film che ha maggiormente deluso le aspettative nella storia recente del cinema al discorso di Morpheus nella libera città di Zion segue una sorta di rave party, girato al ralenti, con estetica da videoclip.Che cos’hanno in comune Jessica Jones (Marvel’s Jessica Jones), Piper Chapman (Orange is the New Black) e Sun Bak (Sense8)? Eroine loro malgrado non si diventa eroi per vocazione ma sono le circostanze a determinare l’eroe condividono palcoscenico (Netflix) e mistero.