/Ggdb Golden Goose

Ggdb Golden Goose

Ora, io ho una sensazione, ogni volta che si parla di depressione, ed è che ci sia forse un po’ di fraintendimenti sull’argomento. E’ vero che la parola depressione è usata ed abusata, e di volta in volta puo’ indicare fenomeni diversi, anche molto diversi tra loro. I disturbi dell’umore coprono un range di condizioni anche molto diverse tra loro per gravità e profondità..

Anche intitolato semplicemente King il brano proviene da Pembrokeshire in Galles, ed è tradizionalmente cantato nel giorno di Santo Stefano. Lloyd commenta nelle note dell dei Watersons in Sound Your Instruments of Joy wren boys carol, sung by groups of boys and young men, masked and disguised, who on StStephen Day (December26) went from door to door carrying a holly bush on which was a dead wren, “the king of the birds”, or something to represent it. This rare song came to the Watersons from Andy Nisbet, who got it from “two old ladies in Pembrokeshire.”.

Il problema, mi sembra di aver capito, è tutto nella prima delle otto puntate. Talmente lenta che ti viene voglia di guardare la Rai (no, pessimo esempio, ho esagerato, chiedo scusa), capisci subito che si tratta di spiegone preventivo degli sceneggiatori. Ti imboccano una serie di fatti e fatterelli come fossi un deficiente, indugiando su particolari che non hanno alcun bisogno di essere sottolineati, tanto che la terza volta che la camera si ferma col ditino alzato come a dire stai bene attento perché poi su questa t’interrogo, un po’ t’offendi, perché va bene che pensino che sei cretino, ma non tanto cretino, su.

Quella che per anni è stata definita “Queen of Coachella” sembra tirarsi un po’ indietro ultimamente. In un’intervista ad Entertainment Online Vanessa ha recentemente dichiarato “Adoro andare ai festival per scomparire un po’, ed è una cosa che non posso più fare a Coachella”. Certo è che anche l’anno scorso l’abbiamo vista scatenarsi non poco e per quest’anno siamo curiosi di vedere se accetterà la sfida dell’outfit che le ha lanciato Ellen DeGeneres..

Anche qui vale tout court il”prendere o lasciare”: se si accettano le”regole del gioco”spettacolare/drammaturgico, bene, ossia con tanto di fasto di corte, esibizione di colori, forme varie, di”schiavi”(sostanzialmente i”nativi”americani erano considerati ci nonostante un millennio e mezzo di cristianesimo.), di”spettacolo”nel senso pieno e anche barocco del termine, altrimenti lasciare, appunto, perdendo uno spettacolo che comunque illustrazione abbastanza efficace della situazione del colonialismo di fine sedicesimo secolo, con i conflitti tra dinastia britannica(Queen Elizabeth, appunto)e Filippo II Spagna, conflitti”aggravati”dai rapporti di parentela”cercati realizzati”tra le due superpotenze coloniali, appunto , con tanto di Raleigh e poi_(“Meglio”)di Francis Drake, grandi corsati, di cui poi Drake divenne sir, merito di Queen Elizabeth, tanto per cambiare. Approfondimento relativo, certo, dato che un film non n pu essere=un saggio di storia, ma comunque un”entrebillet”(biglietto d storia, per chi non la consideri qualcosa di inutile e di inutilmente perso, non sappiamo perch in quanto nessuna previsione sul futuro diversa da mera opera di”divinazione”se non si appoggia su considerazioni relative anche al passato, remoto quanto recente o almeno”pi recente”. Un significativa, nei limiti anzidetti, con una Blanchett sfavillante.